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Il corso ITA-CIN è realizzato con 40 studenti italiani e con la partecipazione di 40 imprenditori Cinesi che alla fine del percorso intendono realizzare una nuova azienda in Italia che dal suo nascere sarà internazionale, ma sarà costituita secondo le modalità del diritto italiano.

Le nuove aziende avranno l’opportunità di essere insediate presso l’incubatore d’imprese realizzato nell’area industriale di Nusco-Sant’Angelo dei Lombardi – Lioni e saranno assistite da una rete di Esperti internazionali che li assisteranno per tutto il periodo di incubazione.

L’ITALIA CHE NON CONOSCI, ALTA IRPINIA

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Natura, Storia e Tradizioni, Sant’Angelo dei Lombardi

Sant’Angelo dei Lombardi, orizzonte cittadino d’Alta Irpinia, è un centro situato a 870 metri di altitudine e conta circa 4400 abitanti. Terra di uomini di Stato e di Chiesa, di patrioti e letterati, Sant’Angelo ha attraversato da protagonista il suo millennio di storia. La centralità amministrativa e quella religiosa hanno fatto del piccolo centro irpino un punto nevralgico dell’intera provincia.

Dalle scuole ai declivi della collina, dagli uffici ai colori delle piane agresti, Sant’Angelo fu ed è avamposto, paese, città.

IL NOME

Il nome rimanda al culto di San Michele, l’angelo guerriero venerato dai Longobardi. La leggenda vuole che l’Arcangelo apparve in armi agli armati longobardi, che decisero di fermarsi sul colle.

Si ritiene che fino all’epoca normanna (X/ XI sec. circa) il nome sia stato privo dell’aggiunta dell’etnonimo, per poi prenderlo solo successivamente.

UN PO' DI STORIA

La fondazione del paese risale al X secolo circa, pur se alcuni elementi attestano una più antica antropizzazione dell’aerea. Nel IX secolo sul colle che oggi ospita il castello fu costruito un fortino longobardo, che nel tempo divenne un presidio sempre più stabile. Dopo aver subito alcune incursioni saracene ed forte terremoto S.Angelo divenne un feudo normanno e vi fu istituita la locale Diocesi.

Varie famiglie si susseguirono nell’amministrazione del feudo in epoca angioina, fino al 1313 quando Sant’Angelo divenne contea. Nel 1427 la contea passò sotto il governo dei Caracciolo, fino al 1622. In questo periodo ci fu un miglioramento delle attività produttive e una importante crescita demografica, con considerevoli lasciti artistici. Nel XVII secolo ai Caracciolo subentrò la famiglia genovese degli Imperiale, che apportò nuove migliorie al comparto produttivo e agricolo.

Ciò nonostante l’era degli Imperiale fu tormentata dai numerosi e distruttivi sismi che arrecarono gravissimi danni ai fabbricati e numerose vittime tra la popolazione. Dopo una fase di ricostruzione ed estensione del nucleo cittadino, nel XIX secolo si concluse il governo degli Imperiale. Durante il decennio napoleonico la provincia venne ripartita in distretti, suddivisi a loro volta in circondari costituiti dai comuni. Capoluogo di uno dei tre distretti della provincia di Avellino fu proprio

Sant’Angelo, con istituzione della carica amministrativa nel 1816, durata fino all’avvento dei garibaldini.

Dopo il 1860 il paese è andato via via crescendo, divenendo importante centro amministrativo e culturale. Il sisma del 1980 ha purtroppo interrotto la crescita del paese, causando un elevato numero di vittime e una vasta distruzione su tutto il suolo comunale. Oggi Sant’Angelo dei Lombardi, dopo un’attenta opera di restauro e ricostruzione, si propone di valorizzare il territorio e le proprie eccellenze.

ARTE E ARCHITETTURA

Il centro cittadino, situato su due colli, ha subito nei secoli vari mutamenti nella sua lunga e travagliata storia. Si ritiene che il primo insediamento sia sorto sul promontorio più a nord, dove era localizzata l’area politico-militare: solo successivamente anche il promontorio sud sarebbe stato abitato con la costruzione della cattedrale e del centro storico.

Lo schema del centro storico tipico dell’alto medioevo, con abitazioni ad entrambi i lati delineate e interrotte da vicoli e stradine cieche.

Sant’Angelo dei Lombardi ha sempre dovuto rinascere e mutare a seguito dei tanti sconvolgimenti sismici occorsi nei secoli. Purtroppo alcune costruzioni sono andate perdute per sempre. E’ il caso di Casa Cecere, palazzo nobiliare edificato nel XVI secolo e andato distrutto nel 1980. L’edificio fu costruito da una nobile famiglia giunta a Sant’Angelo al seguito dei Caracciolo, ed era caratterizzato da elementi lapidei scolpiti in pietra locale da maestranze napoletane che adornavano una struttura elegante e molto estesa. In quella sede si trova oggi il municipio, che conserva nei muri esterni alcuni portali e fregi in pietra.

Il convento di Santa Maria delle Grazie sorse nel XVII secolo, nei pressi della Chiesa di Santa Maria Patrona dell’Università del XIV secolo. Il complesso diede slancio al borgo omonimo nei pressi del convento, che nel tempo andò abbellendosi di affreschi, interventi esterni e preziosi arredi religiosi.

Nel 1980 il complesso andò irrimediabilmente distrutto, lasciando solo parti di mura visibili e il pozzo che segnava il centro del cortile interno.

Il castello

In epoca longobarda venne edificato, nella zona dell’attuale complesso castellare, un presidio militare. Si trattava di una struttura fortificata che poco aveva della classica impostazione di un castello. Fu solo sotto i Normanni che la costruzione preesistente fu ampliata: furono costruiti muri di contenimento e una torre a base quadrangolare (donjon). Importanti mutamenti avvennero per volere dei Caracciolo nel XVI secolo, ricavando una coorte interna, realizzando un loggiato manierista e apportando interventi di consolidamento ad una struttura antica e fiaccata dal tempo e i terremoti. Fu così che il vecchio maniero divenne una elegante dimora gentilizia, che si alleggeriva nei volumi e acquistava in eleganza. Al tempo degli Imperiale, ancora, la torre venne destinata a nuovo utilizzo ed altre opere consolidarono le strutture e ripararono nuovi danni.

Quando nel XIX secolo il castello entrò nei beni del demanio pubblico, le sue strutture vennero utilizzate come sede di carcere e tribunale.

In seguito all’opera di scavi e restauro a seguito del sisma del 1980, sono tornati alla luce numerosi reperti di varie epoche, ma soprattutto i resti di una antica chiesa romanica del IX-XII secolo.

La cattedrale di Sant’Antonino Martire La cattedrale, sita sul promontorio più a sud nello spiazzo dal quale si origina la strada maestra del centro storico, ha subìto molti rifacimenti e ricostruzioni a causa dei terremoti che nei secoli hanno colpito il territorio.

La facciata è del XVI secolo, in travertino e pietra locale, mentre il portale è della prima metà del XVIII secolo. Sopra il portale le statue del Cristo Risorto, di Sant’Antonino e San Michele, del XII-XIII secolo. La pianta della chiesa è a croce latina con tre navate delimitate da pilastri con volte a botte.

All’interno sono custodite, tra le altre opere, statue lignee del 700, un sarcofago incassato nel muro e una pietra tombale, un crocefisso del XV secolo proveniente dal Goleto.

La chiesa è dotata di una cripta che ospita l’altare maggiore del Goleto e un’antica statua lignea della Madonna delle Grazie; fuori, un campanile originariamente composto di quattro piani risulta oggi mancante dell’ultimo, distrutto dall’ultimo terremoto.

Complesso di San Marco

Appena fuori le mura della città antica è la chiesa di San Marco con annesso convento. Il complesso risale al XIII secolo, ed è noto per aver ospitato nelle sue mura i futuri Papi Sisto V e Clemente XIV.

La chiesa è a croce latina e a una sola navata: vi si accede per mezzo di un pregevolissimo portale tardo-barocco sormontato dallo stemma pontificio di Clemente XIV. Di fianco alla chiesa vi è la struttura che fu del convento, alla cui parete esterna sono incassate lapidi e sarcofagi di nobili cittadini.

Il sito andò gravemente danneggiato a causa di un sisma nel XVI secolo, e fu proprio per volere di Sisto V che l’opera una rapida ricostruzione restituì a nuova vita il complesso.

Con la soppressione del 1807, il convento fu adibito a caserma per le truppe francesi, scuola, casa comunale, caserma per truppe di fanteria, carcere rimanendo in attività fino al XX secolo.

Abbazia del Goleto

L’Abbazia fu edificata da San Guglielmo da Vercelli nel XII secolo. Inizialmente monastero doppio, fu retto fino al 1506 dalle badesse, quando il monastero femminile fu soppresso sotto Papa Giulio II.

Fino al 1807 l’abbazia sopravvisse tra alterne fortune: da quel momento, con la soppressione degli ordini religiosi, cadde in rovina. Il corpo del Santo fu traslato a Montevergine, vari arredi ed elementi architettonici trasferiti in altre strutture religiose. Solo alla fine del XX secolo Padre Lucio de Marino tentò di recuperare il sito, ma di lì a poco il tristemente noto sconvolgimento tellurico produsse nuovi danni agli antichi ruderi.

Tra le strutture meglio conservate, si annoverano le cappelle superiore e inferiore. La prima, o di San Luca, è del XIII secolo ed è suddivisa in due navate, definite da due colonne centrali e dieci semicolonne laterali, che reggono volte ogivali; vi si accede per mezzo di una scalinata con corrimano a guisa di serpente. Degli affreschi, si salvano alcune scene di vita di San Guglielmo e due medaglioni raffiguranti le badesse Scolastica e Marina. La cappella inferiore sembra conservare, invece, lo stile dell’architettura pugliese del XII secolo. Altro elemento immediatamente riconoscibile e ben conservato è la Torre Febronia, costruita nel XII secolo per volontà della badessa Febronia. La torre venne innalzata con le grosse pietre e gli elementi architettonici di un preesistente tempio funerario del console romano Marco Paccio Marcello, e aveva funzione difensiva in caso di attacco esterno. Altri preziosi resti sono quelli della basilica del Vaccaro, i cui

lavori iniziarono nel 1735. Di pianta a croce greca, l’edificio era provvisto di una cupola e di una scalinata esterna. L’interno, come ancora si può intuire, era adorno di stucchi e decorazioni.

Oggi sono visitabili i principali fabbricati, e i religiosi ancora amministrano uno dei luoghi più suggestivi e preziosi dell’intero patrimonio storico-culturale del Meridione.

Casa Loreto

Casa Loreto è uno dei più eleganti e noti palazzi signorili della città: edificato nel centro storico nella prima metà del XVIII secolo, conserva immutato lo sfarzo di una dimora del centro storico con una magnifica veduta sulla valle sottostante. La proprietà prima di cui si conserva nota faceva riferimento alla famiglia Galante, per poi passare ai De Vito e quindi alla famiglia Loreto, che nel corso degli ultimi anni ha ceduto l’immobile al Comune di Sant’Angelo dei Lombardi.

L’edificio, di circa 1500 metri quadrati, si compone di due piani sopraelevati e di uno interrato:

l’ingresso principale è dal corso Vittorio Emanuele II mentre il versante opposto affaccia su Via dietro le mura. Un rosone e il portale d’ingresso dal corso, i balconi finemente lavorati, le maioliche delle cucine e un pozzo prospiciente il giardino, sono solo alcuni degli elementi che prima di altri rendono da subito riconoscibile il palazzo.

FESTE E TRADIZIONI

Le tradizioni più sentite sono quelle legate alle festività religiose.  i falò invernali, illuminano la notte della vigilia dell’Immacolata; altra tradizione religiosa molto sentita è quella de la tredicina che si realizza in una serie di messe che si svolgono di primo mattino dal 31 maggio al 12 giugno presso la Chiesa di San Marco, in onore di Sant’Antonio da Padova.

Altre festività si svolgono nelle estese contrade del paese, dove chiesette di campagna diventano il centro di celebrazioni e adunanze: nella cornice della suggestiva campagna santangiolese si svolgono la tre giorni agostana de la Festa della trebbiatura e la Festa dei migranti, oltre alle feste di ordine religioso.

APPUNTAMENTI DA NON PERDERE

13 giugno: Sant’Antonio

25 giugno: San Guglielmo – fiera al Goleto

2 luglio: Madonna delle Grazie

16/17 agosto: San Rocco

2 settembre: Sant’Antonino – fiera in p.za De Sanctis

16 ottobre: San Gerardo seconda domenica di novembre: Sagra delle Sagre

7 dicembre: falò dell’Immacolata

MADE IN SANT’ANGELO

Le principali attività produttive di Sant’Angelo dei Lombardi riguardano il comparto agricolo, con una buona presenza della produzione casearia. A tal proposito è doveroso citare una eccellenza prodotta nei pochi comuni che si estendono nella valle d’Ansanto: il formaggio Carmasciano, un pecorino dalle peculiari proprietà organolettiche. Le esalazioni sulfuree della zona conferiscono al formaggio sapori e colorazioni unici, rendendo le poche famiglie che ancora lo producono preziose aziende da cui dipende la vita di questo prodotto unico.

Produttori ed enti stanno portando avanti una serie di iniziative volte a far ottenere al Carmasciano la denominazione IGP.

PIATTI TRADIZIONALI

I piatti più rappresentativi della cucina santangiolese sono quelli elaborati in occasione delle festività religiose: la menestra maretata, minestra di cicoria e varie parti di derivazione suina, è del periodo pasquale; a Natale è invece immancabile il ;baccalà alla pertecaregna, filetti di baccalà bolliti, conditi con olio e contornati da peperoni cruschi. La domenica, invece, è il giorno della pasta fatta in casa, e quindi dei maccaronari;, tipo di pasta lunga di notevole spessore condita generalmente con ragù di carni rosse.

INFO UTILI

Come arrivare:
In aereo:

Aeroporti di Roma

Aeroporto di Napoli

Aeroporto di Bari

In auto:

Da Napoli: Autostrada A16 Napoli – Bari, uscita Avellino Da Avellino: S.S. Ofantina 401 uscita S. Angelo dei Lombardi oppure Autostrada A16 Napoli – Bari, uscita Grottaminarda, proseguire su S.S. 90

Da Bari: Autostrada A16 Bari – Napoli, uscita candela, proseguire su S.S. 401 oppure Autostrada A16

Bari – Napoli, uscita Grottaminarda, proseguire su S.S. 90

Da Foggia: uscita Candela, proseguire su S.S. 401

Da Salerno: autostrada A3 uscita “Contursi”, Fondo Valle Sele, proseguire S.S. 7

Da Potenza: S.S. 401

In Autobus_

Da Napoli, Benevento, Caserta, Foggia: Servizio Autolinee A.I.R.

Da Potenza: servizio Autolinee Liscio

Da Roma e Bari: servizio Autolinee Marozzi

Dove dormire:

B&B Il Vicolo, via Poerio – tel 0827/23947

B&B Villa Mazzei, via Ernesto Grillo – tel 0827/24668

B&B Casa Alberico, via San Marco – tel 0827/ 23642

Hotel Goleto, Goleto – tel 0827/215215

Dove mangiare

Restaurant-Pub The Shire piazza De Sanctis – tel 3929946269

Ristorante pizzeria; Fratelli Tresca, via Ginestreto – tel 0827/24170

Ristorante pizzeria; La locanda di Enza; via Diaz – tel 0827/23888

Ristorante pizzaria metetore; via San Pietro – tel 0827/23829

Ristorante; Goleto – tel 0827/215215